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Il riferimento al casale di Giano compare per la prima volta in un documento, datato al 965 e contenuto nel Codex diplomaticus cavensis. Del casale oggi restano una chiesa, detta Santa Maria di Giano, con annesse altre fabbriche, in cui si riconoscono alcuni elementi del vecchio casale. L'importanza storica, oltre che artistica del Casale di Pacciano, è data invece, da un atto di concessione di privilegi, datato 1074, da parte del Vescovo Dumnello, in cui si concede agli abitanti dei casali di Crignano, Primignano e Zappino, l'edificazione della chiesa di Sant'Adoeno all'interno delle mura cittadine.
 
Sono racchiusi tre edifici: la chiesa detta di Ognissanti, la torre con annessa fabbrica di tipo abitativo e un altro corpo costituito da un unico vano. Il casale di Sagina è il luogo sacro dell'agro. Nel 1167 furono riesumati i resti dei SS. Mauro, Sergio e Pantaleone, tra i ruderi di un oratorio costruito nella villa detta di Tecia. Su questi ruderi nel 1708 fu costruita l'odierna cappella dei Santi con torretta annessa. Nel casale di Zappino sono ancora visibili la chiesettam medievale e il recinto murario. Nei pressi sorge una torre d'epoca posteriore. Nel casale si venera ancora una Madonna dal colorito bruno,apportatrice di piogge, la cui festa cade la prima domenica dopo Pasqua. Il Casale di San Nicola è quello meglio conservato. Esso presenta tracce di architettura araba nel portale d'accesso e conserva integre la cinta muraria, le due torri di vedetta e l'interno di una chiesetta romantica. A cinque chilometri dalla città sorgeva il Casale di Carignano, mentre il Casale di Salandro, da un nome bizantino, è situato al confine con l'agro molfettese.
 
Del castello duecentesco si conservano tre magnifiche torri, due tratti di cortine, la chiesa palatina e i resti del palatium. La Torre Piccola è d'età sveva e sul suo fronte occidentale, che guarda la città, si apriva l'ingresso al castello, costituito da due accessi: uno pedonale e uno carrabile, con doppio ponte levatoio. La torre di Nord-Ovest resta la sola fondazione. Il basamento della Torre Maestra invece conserva traccia di epoca precedente. La piazza Duomo ci mostra il laterale della bellissima Cattedrale dedicata a San Pietro, in onore di Pietro il normanno, probabile fondatore della chiesa e della città. E una delle più antiche chiese romaniche di Puglia e rappresenta, nelle decorazioni dell'arco del portale principale, una preziosa testimonianza del'arte e della concezione religiosa medievale. La data del 1073 ci ricorda la prima consacrazione di un complesso non ultimato; la seconda avvenne nel 1295. Nel secolo XVIII subì una trasformazione in stile barocco.
 
 E' stata riportata all'antico splendore negli anni 1965-72. La facciata ha un portale ornato, a triplici archivolti, con protiro sorretto da grifi, su colonne di marmo, con capitelli a foglie d'acanto e a protomi umane angolari. L'interno è a pianta basilicale a tre navate con matroneo; la facciata absidale conserva un'elegante monofora con elementi bestiari. Nell'interno si ammirano; un prezioso coro ligneo del XVII secolo, proveniente dalla Badia Benedettina di Santa Maria dei Miracoli di Andria; un pannello di San Benedetto scolpito in legno, dello stesso coro. Detto coro, completo di seggi, fu concesso alla cattedrale da Giuseppe Bonaparte nel 1807.
 
La cripta poggia su dieci colonne di breccia corallina e subì rimaneggiamenti nel secolo XVII; in essa si venerano le sacre reliquie dei tre Santi Martiri protettori di Bisceglie; San Sergio, San Mauro Vescovo e San Pantaleone. Le reliquie, rivenute nel territorio biscegliese nel 1167, spinsero i cittadini, come consuetudine a quel tempo, a edificare questa cripta. L'Abazia di Sant'Adoeno, nel cuore del centro storico, è uno dei più puri esempi di stile romanico pugliese. Fu fondata nel 1074 dalle genti dei casali di Cirignano, Pacciano e Zappino alle quali venne concessa con un atto del Vescovo Dumello. Fu dedicata ad Adoeno Dado, Vescovo di Rouen, protettore dei soldati normanni, nonchè alla Madonna del Soccorso e a San Giovanni Evangelista.